
ngelo Lupattelli, nel numero del 15 maggio 1899 de "L'Umbria. Rivista
d'arte e di letteratura", scriveva: "Un avanzo di antico maniero è rimasto
fino ai giorni nostri in un diruto edificio, proprietà fin dallo scorcio del
passato secolo della famiglia Piceller. Avendo avuto i Templari la loro sede
nel vicino Cenobio di S. Bevignate dal 1200 fino al 1312, è lecito supporre
che il fondo sottomesso da Gerardo Ghislero al comune di Perugia, di cui la
principale abitazione doveva essere il castello suddetto, diventasse
proprietà di quell'Ordine, che ivi

adibisse i "Fratelli laici" a servizio
dei pellegrini, essendovisi trovata vestigia di monastica e ospitaliera
istituzione. Così l'antico edificio dipendeva dal Tempio di S. Bevignate e
dal Cenobio dove risiedeva".

l
Castello Piceller è un libro di pietra che è stato scritto da
un appassionato collezionista di oggetti d'arte, cresciuto nel
clima enfatico dell'età romantica coniugando i miti, le leggende,
le fantasie di un Medioevo perugino dominato dalle imprese dei
condottieri di ventura più feroci – Braccio Fortebraccio da Montone,
Boldrino da Panicale – combattuto da passioni sanguinarie – le
"Nozze Rosse" tra Astorre Baglioni e Lavinia Colonna – ma tessuto
da un sentimento religioso genuino – Francesco d'Assisi, Colomba
da Rieti – e colorato dai pittori più aggraziati – Perugino, Raffaello.


uesta
mescolanza tra antico e moderno, tra originale e artefatto, prosegue
all¹interno del Castello, dove si alternano sale interamente in
pietra a vista, sale dalle pareti decorate con vedute dei monumenti
più significativi di Perugia, sale dai soffitti ornati con le
insegne di capitani di ventura del tardo Medioevo, forse dipinte
dallo stesso Matteo Tassi che decorò la Sala dei Notari nel Palazzo
dei Priori di Perugia, sale che imitano la decorazione ad affresco
della chiesa templare di S. Bevignate; ma anche gli affreschi
staccati dalle pareti di un tabernacolo viario, con una Madonna
di Loreto e i santi Pietro e Paolo, nei quali è facile ravvisare
la mano di Cristoforo di Jacopo, un pittore attivo a Foligno nell'ultimo
quarto del XV secolo.